Regia: Joaquìn Jordà
Casa di produzione: Ufficio Cinema PCI, Unitelefilm
Anno: 1970
Abstract: Il film è un'inchiesta condotta durante l'assemblea dei "preti solidali", avvenuta in occasione del sinodo dei vescovi nell'ottobre 1969. Il documento tenta di spiegare chi siano, cosa vogliano e quale messaggio vorrebbero trasmettere al mondo i "preti solidali". Le risposte sono costruite tramite interviste e dialoghi con alcuni sacerdoti provenienti da tutta Europa
Regia: Mari Marten-Bias
Casa di produzione: Wahlgren Filmproduktion
Anno: 1987
Abstract: Un garbato film a disegni animati, realizzato dalla regista svedese per illustrare la celebre lettera che Antonio Gramsci scrisse dal carcere al figlio Delio, in occasione del suo settimo compleanno. Un classico della letteratura dell'infanzia rivisitato con un linguaggio nuovo.
Regia: Antonio Bertini
Casa di produzione: Ufficio cinema PCI
Anno: 1971
Abstract: Documentario sui problemi dell'agricoltura nelle campagne di Roma e provincia, realizzato per la campagna elettorale del 13 giugno 1971. Il documento mostra il lavoro nei campi, alcune manifestazioni dei contadini e le interviste dove questi illustrano in prima persona la loro condizione di vita
Casa di produzione: Sezione stampa e propaganda del Pci - Pietro Ingrao
Anno: 1958
Abstract: Il film vuole dimostrare la "terribilità delle armi attuali, dall'atomica ai missili, [che] ha portato ad una ampia reazione popolare. Nonostante questo, il governo italiano appoggia ancora la politica della Nato. I comunisti invece che spese di guerra chiedono una politica di pace e di riforme sociali ..." (dalla Descrizione del soggetto sul visto censura e sulla domanda di revisione). Per questo motivo, a conclusione del film viene chiesto all'elettore di appoggiare il programma di governo del Pci.
In archivio è conservata documentazione cartacea relativa alla corrispondenza con la Presidenza del consiglio dei ministri - Servizi dello spettacolo, relativa alla domanda di revisione, fatta da Pietro Ingrao, per la proiezione pubblica del film, e il nulla osta. A questa è allegata la risposta della Presidenza e il testo dello speaker.
Si riporta il parere della Presidenza del Consiglio in merito alla proiezione pubblica:
"Revisionato il film il giorno 6 maggio [1958] si esprime parere favorevole alla programmazione a condizione che sia tolta l'inquadratura con la cartina d'Europa e le frecce partenti dai vari paesi occidentali che si dirigono sull'Unione Sovietica che ne sarebbe il bersaglio (comma b art. 3 della legge 24 sett. 1923 n. 3287), in quanto materia che può turbare i buoni rapporti internazionali.", 8 maggio 1958
Regia: Francesco Crescimone, Carlo Bolli, Enzo Falessi, Edwin Forrest
Casa di produzione: Cinegiornali liberi
Anno: 1970
Abstract: E' una rara testimonianza della figura e dell'azione di Don Mazzi, il sacerdote che, ponendosi dalla parte degli sfruttati e degli oppressi, fu l'animatore della straordinaria esperienza dell'Isolotto, un quartiere popolare di Firenze. Il film si apre con l'inaugurazione della nuova chiesa del quartiere, alla presenza degli abitanti, che hanno lottato per ottenerla, e molti dei quali sono stati sfrattati dalle loro abitazioni dalla stessa Curia. Nell'intervista che segue, Don Mazzi afferma che l'esperienza dell'Isolotto vuole indicare la necessità di un cambiamento radicale della Chiesa, un cambiamento che si inserisce nelle lotte rivoluzionarie accese in tutto il mondo. Non cerca mediazioni con la Chiesa ufficiale, la quale, arroccata com'è nella difesa dei suoi privilegi e del suo potere, è irriformabile. L'esperienza dell'Isolotto vuole costruire una comunità religiosa nuova, radicata nella Chiesa degli oppressi e degli sfruttati, recuperando l'originaria lezione evangelica. Nell'ultima parte del cinegiornale, Don Mazzi commenta, alla presenza della comunità, la lettera pastorale in cui la Curia prende una posizione sull'esperienza dell'Isolotto. Una lettera definita "lupina", cioè dei lupi, poichè con giri di parole e allusioni si rovescia la realtà, e in definitiva si condanna l'esperienza dell'Isolotto. La voce di Don Mazzi continua il suo tagliente commento sulla lunga coda nera che chiude il film
Regia: Ansano Giannarelli
Produzione: Unitelefilm
Anno: 1979
Abstract: Il film racconta la storia del Pci, dal dicembre 1978 al settembre 1979, attraverso una serie di avvenimenti politici collettivi. Si segnalano in particolare le riprese dei portuali di Genova che discutono sulla questione Vietnam - Cambogia; del dibattito alla Mirafiori sulla crisi di governo; delle testimonianze del sindaco di Bologna, del sindaco di Napoli, dei compagni di Guido Rossa. Inoltre il film propone le immagini dei dibattiti precongressuali, concludendo con le riprese del XV congresso del Pci.
Patrizia Di Giuseppe presenta il libro I cancelli erano chiusi. La situazione nelle fabbriche e gli scioperi del 1944 a Como. Il volume, in coedizione Nodo Libri e Istituto di Storia Contemporanea “Pier Amato Perretta” di Como, analizza per la prima volta in dettaglio le vicende all’interno delle fabbriche del Comasco negli ultimi anni della seconda guerra mondiale. Le condizioni di lavoro e le vicende della vita quotidiana, ricostruite grazie a una notevole mole di documentazione per lo più inedita, si saldano nella narrazione alle lotte delle maestranze che negli scioperi del marzo 1944 trovarono la loro più alta espressione, costata la deportazione di operaie e operai nei lager nazisti. Il volume, oltre a immagini e documenti inediti, contiene testi di Roberta Cairoli, Fabio Cani, Lidia Martin, Valter Merazzi, e l’introduzione di Ivano Granata, docente all’Università degli Studi di Milano.
L’intervento della prof.ssa Bianciardi si concentra sul lavoro della Altobelli, a partire dal 1912, in qualità di rappresentante dei lavoratori della terra all’interno del Consiglio Superiore del Lavoro, dove, proprio grazie al confronto tra datori di lavoro, rappresentanti del sindacato e deputati, furono elaborati i primi provvedimenti di legislazione sociale che costituirono i primordi del moderno “diritto del lavoro” in Italia . Significativo ed importante fu l’impegno a favore di alcune categorie particolarmente marginali e difficili da difendere come ad esempio le lavoratrici del riso o “mondine”, categoria che fu sempre al centro dell’attenzione della Federazione Nazionale dei Lavoratori della Terra dalla nascita fino al suo scioglimento con l’affermarsi del Fascismo. La Altobelli contrastò lo squadrismo fascista e cercò di difendere l’organizzazione fino a quando, con le leggi fascistissime, dovette allontanarsi dalla vita politica attiva. Si impegnò sempre, anche attraverso la collaborazione con i vecchi compagni, a tenere viva la memoria delle lotte e delle battaglie della Federterra , con gli scritti e le numerose testimonianze autografe lasciate. (IFSML Istituto Friulano per la Storia del Movimento di Liberazione)
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